COS’E’ IL BLACK FRIDAY E PERCHE’ IN REALTA’ NON CONVIENE A NESSUNO

Il Black Friday è una ricorrenza a sfondo consumistico che ricade ogni anno prima delle festività natalizie. Una serie di giornate in cui gli sconti di numerosi marchi vengono pubblicizzati in ogni dove e dai quali fatichiamo a non essere influenzati.

Nasce negli Stati Uniti negli anni 20 del 900’, ma assume maggiore importanza a partire dagli anni 80. Il suo nome (in italiano “Venerdì Nero”) sta a indicare il colore dell’inchiostro nero con cui in origine si annotavano i guadagni sui libri dei commercianti. L’inizio del Black Friday coincide con la giornata che segue il Thanksgiving Day (Giorno del Ringraziamento), in cui spesso gli americani sono a casa dal lavoro e hanno modo di iniziare a dedicarsi agli acquisti natalizi.

Da allora questa ricorrenza si è diffusa in molti paesi del mondo, aumentando il suo impatto negli ultimi anni sia tramite le grandi e-commerce come Amazon, sia a causa delle conseguenze della   pandemia da Covid-19, che ha portato sempre più persone a scegliere di acquistare online.

Si tratta di uno degli avvenimenti più consumistici dell’anno, in cui spesso gli sconti non sono neppure reali.

Ma perché il Black Friday non gioca a favore di nessuno, a partire dal produttore fino ad arrivare al consumatore?

Innanzitutto, il Black Friday, a differenza degli sconti di fine stagione, nasce in un periodo prefestivo, in cui i negozi, per difendersi dalla concorrenza, sono portati a svalutare in modo eccessivo la merce che vendono. Questa scelta di marketing viene portata avanti anche da piccole realtà, che però non sono in grado di sostenere senza effetti negativi le perdite causate da questi sconti.

In secondo luogo, spesso gli sconti costituiscono una forte tentazione a comprare qualcosa di cui in realtà non abbiamo bisogno, magari facendo anche meno caso alla qualità del prodotto e alle modalità con le quali viene realizzato.

Da qui ne deriva lo svantaggio principale del Black Friday: l’eccessivo inquinamento che produce.

L’acquisto sfrenato comporta un’ampia emissione di gas di scarico nell’aria e uno spreco di risorse e materiali con cui vengono fabbricati i prodotti e i loro imballaggi. Prodotti spesso realizzati appositamente per il Black Frida, e che non avrebbero un reale motivo per essere scontati. Spesso si tratta di oggetti in plastica o relativi al mondo dell’elettronica, dunque non destinati a un uso molto prolungato nel tempo ma che impiegano molto a deteriorarsi.

L’acquisto compulsivo e la produzione sfrenata comportano inoltre un ampio sfruttamento della manodopera. Numerosi lavoratori, a partire da coloro che realizzano il prodotto fino ai magazzinieri e corrieri, sono spesso costretti a fare straordinari mal retribuiti.

Dalla necessità di porre un freno a questo consumo eccessivo delle risorse di un pianeta già duramente provato dalla crisi climatica, è nato un movimento conosciuto con il nome di Green Friday.

Da alcuni anni una serie di aziende ha scelto di ignorare la ricorrenza del Black Friday, ponendo maggiore attenzione sulla qualità e il valore dei loro prodotti, così come altre hanno scelto di devolvere il ricavato di queste giornate di sconti a realtà benefiche. Quest’ultima strategia ha talvolta dato risultati ottimi, come nel caso del marchio di abbigliamento sportivo Patagonia, che nei giorni di sconti del 2016 ha riportato guadagni 5 volte superiori a quelli previsti in un normale Black Friday.

In ultimo però, la grande differenza la possono fare soprattutto i consumatori. Perché in quanto individui appartenenti a una comunità e a un pianeta di cui dobbiamo prenderci cura, le nostre scelte hanno sempre importanza.

La cosa migliore che possiamo fare è scegliere di ridurre la nostra impronta ecologica, a partire dal limitare gli acquisti non essenziali o utili.

Prima di comprare un prodotto potremmo chiederci: “Ne ho davvero bisogno?”.

Se la risposta dopo qualche giorno è sempre affermativa, si può procedere con l’acquisto. L’ideale sarebbe scegliere prodotti che siano il meno impattanti possibile sull’ambiente. Oggi giorno abbiamo un vasto panorama di possibilità: aziende e marchi che usano materiali e mezzi di produzione ecosostenibili, negozi dell’usato, realtà benefiche che realizzano in quantità limitate prodotti d’artigianato.

Ma se la risposta alla domanda che vi siete posti è negativa e non avete un reale bisogno di acquistare un oggetto, impiegate il vostro tempo facendo qualcosa che amate.

Passate una giornata nella natura, all’aria aperta. State in famiglia o con gli amici. Dedicate energie alle vostre passioni.

Spesso sono le cose più semplici a essere quelle più belle e importanti!