L’INIZIO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Più di una volta mi è capitato di chiedermi “Cosa ci ha portato a questa situazione ambientale e sociale? Cosa non va? E in cosa tutti noi possiamo migliorare?”… Il distacco dalla realtà di questa ambiziosa società, totalmente individualista e liberale, sta recando danni enormi al nostro Pianeta e alla rete dei rapporti umani…e questa volta il giudizio al nostro stile di vita e al nostro sistema sta arrivando direttamente dalla Terra.
Nel cercare di analizzare e di apprendere di più su questa situazione, mi sono imbattuto in diversi testi di storici e sociologi.
Una delle cose più sorprendenti ai miei occhi è che già nel 1800 si parlava dell’eccesivo dominio dell’uomo sulla natura… in particolare cito una frase di Karl Marx:

“L’uomo produce come non mai prima e perviene a un controllo sulla Natura di proporzioni mai neppure immaginate nelle epoche storiche passate: ma la capacità di godere dei rapporti con gli altri uomini e con la Natura, viene meno.”

Analizzando questa frase, possiamo testimoniare che alcune nazioni più di altre nella storia sono responsabili della creazione di questa catena logistica globale che ha fatto nascere il capitalismo moderno e il sistema economico del consumo illimitato.
Tutto è partito con le persone sottratte dall’Africa e con le terre sottratte alle persone indigene, due forme di esproprio tanto brutali da generare i capitali e il potere in eccesso necessari per dar vita all’era della Rivoluzione Industriale, basata sui combustibili fossili…e di conseguenza con essa l’inizio del Cambiamento Climatico.
Insieme a questo Capitalismo che si può definire “razziale”, per la supremazia della razza bianca e cristiana, nacquero due teorie.
La prima è che l’uomo si poteva sfruttare senza limiti come se fosse una materia prima.
La seconda è che lo stesso pensiero e di conseguenza lo stesso trattamento di sfruttamento senza limiti si poteva riversare sulla Natura (foreste, fiumi, terre, animali ecc…)
Da queste due teorie cresceva, senza più fermarsi, l’idea che non ci fossero limiti alla capacità dell’uomo di controllare la Natura né a quanta ricchezza si poteva estrarre da essa senza temere le conseguenze.

Niente di più sbagliato e arrogante.
Non domineremo mai completamente la Natura, il nostro organismo, con i suoi limiti di adattamento, fa parte di essa. Avere l’idea di dominarla, al contrario della consapevolezza di farne parte con i nostri limiti, ci ha portato a questa guerra ecologica.
Quando si parla di Cambiamento Climatico, ricordiamoci che le catastrofi causate da esso potrebbero colpire qualsiasi parte del nostro Pianeta. Quando si tratta del clima i paesi non sono sovrani, sono alla mercé delle azioni intraprese da coloro che vivono dall’altra parte del Pianeta.
Per cui i governi, le aziende, gli individui di queste nazioni che nella storia (e ancora oggi) sono le responsabili del cambiamento climatico devono affrontare questa situazione ora a livello globale, non con lotte economiche capitalistiche e non con spirito nazionalista.

Nel prossimo articolo affronteremo da un punto di vista psicologico e sociale il paradosso di un mondo “unito” dalla globalizzazione, ma in realtà estremamene individualista e lontano da ogni forma di coinonia sociale e ambientale.

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